I bambini hanno diritto al bello

Rifletto spesso su questo tema.

Educare i bambini al bello, vuole dire utilizzare tutti quei linguaggi di fantasia, creatività e narrazione legati al mondo dell’arte, della fiaba; non il bello inteso come giudizio, il bello inteso come ciò che è interpretazione emotiva, come l’invisibile che esiste nell’interiorità ed è la fonte delle espressioni artistiche. Il bello risiede nella differenza tra me e te, nella diversità, nell’unicità. 

Il bello è spazio del confronto, della relazione che porta i bambini ad imparare a formulare le proprie opinioni, il bello è nelle parole che fanno stare bene, il bello è nel colore dei pensieri. Noi a scuola usiamo spesso le opere d’arte e le sottoponiamo ai nostri bambini da vari punti di vista e con varie attività mirate all’osservazione, interpretazione, copia, studio… Tutto perché i bambini quando disegnano e dipingono sono davanti alle stesse problematiche dell’artista, problematiche legate alla ricerca di modi e metodi. I bambini sono in grado di penetrare un’opera d’arte, di comprenderne la complessità e di creare narrazioni intorno ad essa. I bambini hanno diritto a tutto questo, loro hanno diritto al bello; i bambini hanno diritto a “pensieri umanizzati” pensieri buoni, devono avere voglia di cercare meraviglie!

Lo sguardo di un bambino: un buon conduttore che lascia passare la sua anima senza dispersione (Fabrizio Caramagna)

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