Ruolo dell’adulto e emozioni dei bambini 

I nostri bambini, fortunatamente, nascono dotati di “emozioni”, la loro capacità di provare rabbia, gioia, tristezza, ha necessità della mediazione di noi adulti. 

Loro, non sono capaci di regolare l’intensità delle emozioni, ne sono in balia, perché non sono ancora in grado di prendere le distanze. Vivono e sentono le emozioni in modo “forte” e questo li confonde, al punto che spesso reagiscono “di pancia” e come possono; così noi adulti restiamo spesso spiazzati dalle loro reazioni. 

Un bambino arrabbiato, che lancia un oggetto, ha bisogno e necessità,  dell’intervento di noi adulti che lo aiutiamo a “dire con le parole” la rabbia, così da ammettere che il sentimento esiste e possono provarlo; ma il comportamento, (il lancio dell’oggetto, ad esempio) non è ammesso, perciò possiamo usare frasi,  come: “questo, capisco che ti ha fatto veramente arrabbiare, gli oggetti però, non si lanciano!” Un bambino che si sente triste, ha voglia di piangere e avrà necessità, di un adulto che stringendolo forte a sè gli consentirà di piangere accogliendolo e senza giudicarlo. La tristezza è un’emozione che si ha il diritto di provare e manifestare. Anche la paura ha la sua ragione d’essere, ogni bambino a seconda dell’età può manifestare paura nei confronti di una situazione, noi abbiamo il dovere di accogliere anche questa emozione; cercando i modi perché loro possano non vergognarsi e se riusciamo non facciamo paragoni con altri bambini.

Sopratutto, non utilizzate la paura, come mezzo educativo: “guarda che se fai così arriva il mostro”; frasi come queste, spaventano davvero i nostri bambini, impediscono loro di affrontare ciò che sentono e comprendere la situazione.

I bambini hanno bisogno di vedere riconosciute le proprie emozioni e di adulti  che siano disponibili ad accoglierle dandogli “voce”; nonostante la società alle volte restituisce modelli che non piangono in pubblico per vergogna, che non verbalizzano la rabbia perché negativo quanto la tristezza, alle volte diventa problematico anche ammettere di essere felici…

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