Parole parlate e scritture scritte

Sembra banale scrivere di “parole”, avevo già scritto, di un libro meraviglioso (Agnès de Lestrade e Valeria Docampo “La grande fabbrica delle parole”) che io amo e consiglio per bambini e non solo, tratta dell’importanza delle parole sotto varie forme. Le parole danno forma ad un idea, possono organizzare o destrutturare un pensiero, sono preziose ed importanti e non sono mai tempo perso. Le parole parlate, fluiscono più velocemente e spesso risuonano dentro di noi quando vengono usate male; male nel senso che dovremmo prestare davvero attenzione a come le usiamo, perché spesso hanno più potere dei gesti, spesso tagliano come coltelli o pesano come sassi, o rendono leggera una giornata. Le scritture restano, permettono di rivivere una sensazione, si fissano sull’iPad o sul telefono e diventano indelebili. Le parole sono vere, hanno un corpo e un’anima, ogni parola e ogni scritta si colloca esattamente dove sembra servire.

Come nelle migliori ricette di cucina, gli ingredienti si amalgamano, danno vita a un piatto unico, così le parole e i messaggi di testo si mescolano e formano ciò che può fare male o bene. Parlare, scrivere, ascoltare, raccontare, sono “i verbi dell’infinito”, raccontiamolo ai nostri bambini, così che non le usino mai come armi ma che le usino per chiedere aiuto qualora ne avessero bisogno.

“La cosa fondamentale non era quello che sarebbe accaduto poi, ma il fatto che quell’istante fosse esistito.” GEORGES SIMENON

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