Riflessione DiSordinAta

DSA, acronimo di “disturbi specifici apprendimento”, il mio pensiero da poco esperta in materia, vuole essere un modo per comunicare che non sempre ciò  che si vede, che può sembrare, corrisponde alla realtà.

C’era una volta un bambino che faticava moltissimo a leggere, si stancava, smetteva, si distraeva, giocava ed iniziava a usare l’immaginazione per allontanarsi da quella pagina che lo sfiniva. L’immaginazione, invece non lo stancava si rifugiava lì ogni volta che si sentiva incapace , non all’altezza, e non credeva in sè.  Gli adulti lo vedevano svogliato, indisciplinato…Lui, aveva in testa tantissimi contenuti, nozioni, ma le lettere dell’alfabeto spesso facevano balletti e si spostavano e non riusciva mai a ricordarne l’ordine, i numeri?Ah, quelli sembravano così strani…Lui non capiva proprio perché, i suoi compagni facevano prima, e si sentiva sempre peggio. La voglia e la curiosità lo abbandonavano piano piano …!

I disturbi specifici di apprendimento, interessano le funzionalità di abilità specifiche(come leggere, contare) , NON l’intelligenza ( che spesso è superiore). Credo sia giusto sensibilizzare e guardare con gli occhi di chi legge “P” al posto di “f”( esempio semplice per intenderci), promuovere strumenti come calcolatrici e sintetizzatori vocali o trovare compiti “equipollenti” perché in nessun caso, un bambino si deve sentire inadeguato o in colpa per il suo personale modo di “vedere le cose” di “esperire il mondo”.

Ci preoccupiamo di ciò che un bambino sarà domani, dimenticandoci che lui è qualcuno oggi, ed è ciò che facciamo oggi che influenzerà il suo domani. Ci dimentichiamo che tra gli scienziati più famosi … uno, era proprio un DSA…

“Se non imparo nel modo in cui tu insegni, insegnami nel modo in cui io imparo”.

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