Ascoltami, sono arrabbiato

Prendi il tempo di cui hai bisogno per ascoltare ciò che senti; di solito, per la rabbia ci vuole pochissimo, tutto diventa così “rabbiosamente rabbioso” che il cuore batte fortissimo, il viso diventa rosso paonazzo, i pensieri scorrono a mille e le parole che, non a tutti vengono fuori, possono fare molto male…! <Mamma, oggi sono arrabbiato> mi ha detto Mattia.

Spesso mi scontro con persone che pensano che i bambini non abbiano motivo o ragioni a sufficienza per arrabbiarsi, così quando esplodono in vere e proprie manifestazioni di collera incontrollata si tende a sminuire, o non ascoltarli o reagire negativamente; soprattutto per la nostra soggezione davanti a tutto ciò …ad esempio  quando si è in quel negozio con altre persone, e tutti gli sguardi sono puntati verso di noi… Se penso a me, quando mi arrabbio, vorrei non aver vicino persone che sminuiscono il mio sentimento che ascoltano pur se non accettano, perché si tratta pur sempre di questo,un sentimento, a mio parere importante quanto gli altri; per questo per bambini credo sia importante far in modo che la rabbia venga riconosciuta ed ascoltata, questo non significa essere eccessivamente permissivi accettando i comportamenti che si ritengono poco corretti, significa fare spazio all’empatia ed aiutare i nostri bambini a dare una voce ed un nome alla rabbia perché ultimamente si pretende dai bambini che siano piccoli adulti… Fortunatamente così non è, hanno il diritto di provare le emozioni e noi il dovere di dare loro il canale per esprimerle, lo spazio ed il tempo.

Diamo orecchio,voce e possibilità, a ciò che loro non controllano non umiliamo i loro sentimenti di qualunque natura siano; non giustifichiamo capricci e modalità aggressive.

Un uomo che non sa come arrabbiarsi non sa come essere buono. (H.W.Becher)

Rispondi