I Bambini e i famosi capricci 

I capricci, quelli che noi genitori definiamo tali perché immotivati, improvvisi, con un escalation che va dal pianto, all’urlo non controllato ed il bambino che si pianta, come se improvvisamente diventasse cemento, per terra. Quei momenti,lì, in cui escluse tutte le altre possibili cause  (stanchezza, dolori vari, e litigi ecc) i bambini ci mettono a dura prova. Ho notato, che a scuola,  ne fanno molti meno, credo anche di aver individuato le motivazioni. Molti anni fa, più o meno,  quando la “piccola capricciosa” ero io, c’era una condivisione da parte di tutti a partire dalla vicina di casa, fino alla cassiera del supermercato, quando mia mamma mi sgridava, era una sorta di “patto silente comune”, per cui, se una mamma sgridava suo figlio aveva i suoi buoni motivi e solitamente per quel bambino non vi era scampo. Adesso invece quando un bambino piange e  urla, tutta la società è pronta a cercare un colpevole; questo non ci aiuta come genitori e spesso ci si sente frustrati e impossibilitati nel prendere provvedimenti o gestire la “questione”. A scuola invece la gestione è un po’ più semplice perché i bambini sanno che è un ambiente dove la condivisione è vitale, soprattutto quella delle regole.

Un’altra criticità che ci impedisce di gestire è la nostra impossibilità di accettare, che urli o si “muova troppo”, in un contesto in cui magari bisogna assumere un determinato comportamento (dal medico…)attirando così l’attenzione degli altri. Infatti, a peggiorare le cose arrivano immancabili, gli sguardi “truci” di tutto il mondo, anche il cane che poco prima dormiva vicino alla sua padrona, ora vi guarda;  l’intero supermercato vi osserva, con sguardi inquisitori… Così si molla la presa, si concede e si evita di gestire, pur di non sentire il peso del giudizio immotivato di questi “esemplari umani” che si intromettono e tentano di trovare motivi al capriccio. Mentre TU mamma, sai  bene perché tuo figlio sta facendo così!

 Allora impariamo a sostenerci, trasmettiamo ai bambini il rispetto degli adulti e delle regole, trasmettiamo loro la pazienza, teniamo duro mamme e papà! In questo modo aiutiamo le insegnanti, che non si rapportano con un bambino solo ma spesso con più di venti, e facciamo un enorme regalo ai nostri bambini: la pazienza, l’educazione ed il rispetto, altrimenti davanti alle prime difficoltà non sapranno come fare, non vorranno aspettare… Noi,  in fin dei conti lo sappiamo, ciò che si attende di solito, acquista un valore inestimabile, l’educazione va trasmessa ed è ancora una base fondamentale per la società.

Fare i figli è procreazione, educarli e crescerli è creazione. (Efim Tarlapan)


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