Mamma che ansia

Ho in mente, che i figli, non sono nostri ma ne abbiamo la custodia… Non sono di nostra proprietà, soprattutto non sono “uguali a noi” sono altro, con il diritto di essere diversi e non per questo caricati di nostre richieste e aspettative ma sono una mamma e sembra che l’ansia si impossessi di me quando affronto alcune situazioni…
Così, piano piano, mi sono rassegnata a guardare, i bambini che  crescono, ad accettare che il loro percorso non è mai lineare, si sbucceranno le ginocchia, piangeranno e vivranno momenti, che noi vorremo poter vivere al posto loro, per non farli soffrire; vivranno rabbia, frustrazioni, solitudine ma poi diventeranno grandi…

Quante volte, guardo mio figlio, i miei bambini a scuola e vorrei che quei sorrisi rimanessero per sempre, quelle battute, quegli abbracci così immensi che fanno bene al cuore; lo vorrei, lo vorremmo tutti, accettare, che non è così che funziona è complesso.

Il meccanismo, lo si capisce da grandi, siamo stati bambini anche noi, l’educazione ha un ruolo fondamentale, oltre a prendersi cura dei bambini, possiamo cercare di fare un passo indietro, quando pensiamo che abbiano bisogno di noi, aspettando che siano loro a chiedere il nostro aiuto, così da trasmettere che ci siamo, che per loro siamo  li, in ogni caso; anticipare un’eventuale loro richiesta, mostra tutta l’ansia legata a ciò che accade e finisce che poi sono i bambini a dover tranquillizzare noi.

Possiamo cercare di capire come si comportano i bambini, osservandoli e non evitando, alcuni problemi ma lasciando che provino a cavarsela da soli.

I bambini, vivono, ciò che diciamo e ciò che non diciamo, perché parliamo con le parole ma anche con il viso, le mani e gli occhi; i bambini sentono, loro non conoscono la parola ansia, ma la sentono la vivono, alle volte lasciarli sbagliare, lasciarli provare, lasciare che cerchino soluzioni, è dare loro la possibilità di crescere, di diventare grandi nonostante noi…

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