Ti tengo in braccio 

Ogni estremismo e rigidità fatica a collocarsi, nel mio lavoro e nel mio mondo di mamma ed insegnante…Sarà che io gli schemi li usavo solo per studiare, sarà che a fare i genitori, a fare la mamma non ci sono schemi così dettagliati è così rigidi da seguire, spesso si va ad amore, fiducia, professionalità costruita con studio ma soprattutto esperienza… Ecco che mi trovo a pensare ad una cosa che non mi capitava da tempo, il tema del prendere in braccio o meno i bambini… il tema di coccolarli e farli sentire al sicuro. Mi sono documentata, come sempre vi sono teorie discordanti e varie. Ciò in cui credo io è che i bambini, fin da piccoli, da quando nascono, hanno un estremo bisogno di contatto fisico e di contenimento ed il “prenderli in braccio” è un modo per farli sentire sicuri e protetti. Non pArlo di quando fanno i capricci, non parlo di quando siamo impossibilitati a farlo o di quando ci richiedono di fare mille miglia tenendoli in braccio perché fanno fatica a camminare; parlo di quando li coccoli, parlo di quando prendi in braccio un bambino senza guardare se ha due, tre, quattro o cinque anni, lo prendi in braccio per quel minuto, quel momento che permette di entrare in contatto, quel momento che poi non torna più. Non si viziano i bambini prendendoli in braccio, non si viziano con le coccole. I bambini hanno necessità di limiti che devono essere dati da noi, adulti autorevoli e responsabili ma hanno bisogno che lo facciamo con dolcezza e fermezza. Hanno bisogno di adulti che accolgono e captano non di adulti rigidi che schematicamente ripetono automatismi appresi solo sui libri. I bambini, hanno bisogno di braccia, che decidono, anche, di prenderli in braccio quel tanto che basta per creare un contatto, i bambini hanno bisogno di braccia che sappiano contenere, braccia che non stringono troppo e parole che spiegano e creano contatto… I bambini hanno bisogno di adulti che non vanno avanti solo di luoghi comuni, hanno bisogno di adulti connessi con le loro responsabilità e connessi con i loro bambini.

Credo che prendere un “attimo” in braccio un bambino, non possa che fargli bene…

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